Posturologia

Posted by Daniele Puzzilli 02/05/2016 0 Comment(s) Posturologia odontoiatrica e Gnatologia,

La Posturolgia fu introdotta nel 1953 in Francia da un neuro-oftalmologo, Baron, che pose importanti quesiti su questo intrigante argomento; usò come cavie alcuni pesci, e sperimentò come poteva variare la loro postura in rapporto a differenti stimoli visivi, usando prismi ottici che come vedremo in seguito rappresentano un importante presidio terapeutico.

Come dice il nome stesso, è una disciplina che focalizza la sua attenzione sullo studio della postura, argomento questo che da allora fece riscontrare un sempre maggior numero di interessati; fu la volta nel 1980 del portoghese Da Cunha, famoso per aver ideato il “deficit da sindrome posturale” successivamente della scuola giapponese che apportò grandi innovazioni soprattutto nel campo della diagnostica avvalendosi di sempre nuovi mezzi elettronici ed, infine degli americani sebbene si avvalessero di un approccio biomeccanico completamente differente.

In questo lavoro la mia attenzione sarà soprattutto rivolta alla “Scuola francese di Posturologia”, sicuramente la più attiva in questo campo, e che negli ultimi anni con il suo Presidente P.M. Gagey in collaborazione con il Prof. P. Villeneuve hanno meticolosamente studiato ogni possibile relazione tra apparato stomatognatico e postura corporea.

Questa scuola è anche autrice del libro “Le otto lezioni di Posturologia”, unico testo finora publicato in campo medico che si interessa esclusivamente di postura.

La Posturologia non è considerata una medicina diagnostica bensì una sperimentale, ovvero capace di analizzare i risultati fisiologici dei nostri stimoli; parliamo quindi di una disciplina strettamente collegata alla moderna fisiologia, contrariamente a quanto detto per l'Osteopatia, poichè ciò che regola la postura corporea è senza alcun dubbio il muscolo controllato dal SNC. 

Per analizzare l'insieme muscolo-postura-snc abbiamo bisogno della stimolazione dei meccanocettori dentali o podalici indifferentemente, visto che entrambi sono di contatto, e non di quelli visivi che differentemente sono di distanza: la stimolazione dei meccanocettori di contatto che a noi interessano hanno una soglia di 100 micron. 

Da considerare immediatamente è la capacità di adattamento che hanno questi meccanocettori, che, come ben ricorderemo dai nostri studi sulla fisiologia, si differenziano a seconda che siano di bambini, molto veloci e quindi con un alto grado di adattamento, o di adulti, che generalmente hanno una soglia di scarica inferiore ai 100 micron e quindi con un basso grado di adattamento; l'esempio più frequentemente usato per spiegare tale adattamento è l'incapacità che si riscontra molto frequentemente negli uomini di età avanzata ad una profonda inspirazione, causata dai meccanocettori dei muscoli intercostali che hanno una soglia di eccitazione nettamente abbassata che gli impedirà un normale stiramento. 

Accertato quindi che i meccanocettori, movimentali o pressori, presenti nella cavità orale sono uguali a quelli presenti in tutto il corpo, la Posturologia generale pone al centro della sua analisi il “Sistema posturale fine” o meglio cerca di collocare il suo paziente dentro o fuori tale sistema che come vedremo fra poco regolerà il grado o il tipo di trattamento terapeutico. 

Facendo un passo indietro, considerando un problema posturale come semplice perdita dell'equilibrio, dobbiamo ricordare Charles Bell che nel 1837 per primo si interrogò su come un uomo poteva mantenere la sua postura contro stimoli esterni; si rispose da solo alcuni anni dopo dandone la spiegazione nella presenza di un “senso dell'equilibrio” esclusivamente disposto al suo mantenimento. 

Della sua stessa idea furono negli anni a seguire i vari Romberg, Flaureus, Longet in completa opposizione con DeCyon e Magnis che sebbene non avessero un propria idea andavano contro la teoria del senso dell'equilibrio ed iniziarono l'epoca della ricerca. Fu la volta nel 1890 di Vierdort che studiò l'Equilibrio grazie all'osservazione dei soldati prussiani durante le loro esercitazioni; ma si è dovuti arrivare al 1953 per ottenere la prima piattaforma stabilometrica grazie a Ranquet, ed al 1986 per vederla correttamente utilizzata da Gagey e Bizzo.