Stretching nel calcio

Posted by Daniele Puzzilli 09/05/2016 0 Comment(s) Personal training,

Per parlare di stretching nel calcio bisogna prima di tutto analizzare i movimenti eseguiti dal calciatore durante la prestazione. Quindi troviamo scatti massimali (non più di 30 mt), colpi di testa, contrasti, arresti, ripartenze, cambi di direzione, corse all’indietro, posizioni di equilibrio ed ancora tutti gli infiniti gesti motori che si compiono.

Nel calcio moderno organicamente parlando c’è molta più velocità, questa è conseguenza di una aumentata forza, la quale a sua volta se non bene gestita porta a retrazioni muscolari e quindi infortuni. Queste retrazioni possono essere sia croniche (retraz. ormai strutturate da tempo), che acute (retraz. momentanee che si manifestano al termine della prestazione quando vengono a mancare le condizioni precedenti e quindi aumento della temperatura, diminuzione della viscosità del sangue nonché l’effetto ammorbidente dell’ATP sui muscoli e quello contrario dell’acido lattico sempre su questi.

I muscoli che più vanno incontro a retrazioni sono: retto femorale 70%, tricipite surale 37%, spinali lombari 32%, ischiocrurali 22%, psoasiliaco 16%, tensore della fascia lata 15%. E’ ovviamente su questi muscoli che faremo degli esercizi di allungamento. E’ importante prima di tutto sapere che un muscolo con accorciamento cronico perde fino al 30% di sarcomeri (piccole unità di muscolo comprese tra le linee Z), ma questo processo è reversibile, tenendo sempre conto dell’età perché con l’invecchiamento diminuiscono acqua e mucopolisaccaridi e conseguente perdita di fibra elastica.

Ora tornando agli esercizi da farsi direi che è buona norma fare prima e dopo la gara (o allenamento), esercizi di flessibilità dinamica in numero di 5 ripetizioni e 3 serie per muscolo. E’ buona norma non fare stretching statico prima e dopo la prestazione perché questo comporta, se fatto prima disturbi dal punto di vista neuromotorio, se fatto dopo minor afflusso di sangue. Per retrazioni croniche invece si faranno esercizi non prima o dopo la gara ma in apposite sedute, dove si terranno delle posture per un minimo di 5 minuti (fino a 20 min), utilizzando stretching di tipo statico (Anderson), PNF, Méziéres o SOUCHARD.